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Ju Jitsu (la dolce arte)


L’arte dei Samurai
Il termine Ju-Jitsu é costituito da due parole: Ju = soffice, cedevole, dolce, e Jitsu = arte, di conseguenza, la traduzione completa, é "Arte della cedevolezza" o "Dolce Arte". Il Ju-Jitsu si presenta come un'arte marziale estremamente completa. Le Lo studio della disciplina prevede l’apprendimento di tecniche di combattimento a lunga, media e corta distanza sia a mano nuda che con le armi della tradizione orientale come il bastone, il nunchaku, la spada, la lancia, i tonfa etc. Il ju iitsu ha dato origine a molte altre arti marziali quali il Judo, l' Aikido, il Ninjitsu, e alcuni stili di Karate. Altamente educativo, è consigliabile dai 6 anni in poi. Ma non esiste un'età particolare per iniziare la pratica che può durare anche tutta la vita. Durante l’anno l’attività di palestra è affiancata da ulteriori Stage e  gare di varia tipologia tra le quali ricordiamo quelle di combattimento “kick jitsu” versioni semi, light e full contact, gare di dimostrazioni e di difesa personale, kata, e lotta a terra. Tutto per dare la più ampia possibilità di scelta e di espressione ai praticanti. Che continuano a crescere ogni anno.


La leggenda del salice

Esisteva un tempo, molti secoli fa, un medico di nome Shirobei Akiyama. Egli aveva studiato le tecniche di combattimento del suo tempo, comprese altre tecniche che imparò durante i suoi viaggi in Cina compiuti per studiare la medicina tradizionale e i metodi di rianimazione, senza però ottenere il risultato sperato. Contrariato dal suo insuccesso, per cento giorni si ritirò in meditazione nel tempio di Daifazu a pregare il dio Tayunin affinché potesse migliorare.

Accadde che un giorno, durante un' abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva spezzato i rami degli alberi più robusti che erano così rimasti spogli. Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili. Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo subito la primitiva posizione.

Questo fatto impressionò molto il bravo medico, che intuendo l' importanza del principio della non resistenza lo applicò alle tecniche che stava studiando dando così origine ad uno degli stili più antichi del JuJutsu, lo Yoshin Ryu (scuola dello spirito del salice),tutt'ora esistente e che da 400 anni si tramanda tecniche di combattimento a mani nude e con armi in maniera quasi del tutto invariata.

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La filosofia del guerriero


Il Jūjutsu (柔術), conosciuto anche come Jujitsu, è un'arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente : flessibile, cedevole, morbido e jutsu: arte,tecnica,pratica. Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū).Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano per giungere all'annientamento fisico dei propri avversari provocandone anche la morte,a mani nude o con armi. Il jūjutsu, o Ju Jitsu è comunque un'arte di pura difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del nome originale giapponese: HEY YO SHIN KORE DO, ovvero "il morbido vince il duro". L'avversario che sta ipoteticamente attaccando un JUTZUKA non riesce a capire quale tecnica stia subendo, trova quindi il vuoto davanti a sé per poi trovare una brusca caduta. In tante arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Ju Jitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più un ipotetico aggressore cerca di colpire forte, più esso subisce un danno maggiore. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'aggressione ipotetica, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.